venerdì 13 novembre 2009

lucchetto

Che bella questa canzone,più la ascolto e più mi avvolgo nelle sue parole,ogni volta che mi sento compresa,anche solo da una canzone mi sento parte di un universo che cammina con me nel bene e nel male.Ho un bisogno estremo di sentire che vengo capita.Farsi capire probabilmente è la battaglia che ogni uomo combatte quotidianamente tra sè stesso e gli altri.Mio papà aveva la "chiave" che apriva la porta blindata che proteggeva le mie emozioni e i miei pensieri,mi guardava e mi capiva."Ti piace quel film perchè la protagonista ha paura di aprirsi al mondo proprio come te!",leggeva le mie verità più profonde.Le nostre verità non devono restare chiuse in noi,non siamo fatti per vivere soli con i nostri pensieri...
voglio aprire la porta...

martedì 6 ottobre 2009

dedicato


Satamattina dopo il risveglio, come sempre ancora annebbiata ,cerco il cellulare a tastoni nel buio.Lo trovo, lo tengo in mano il tempo di riprendere contatto con la realtà e infine lo guardo.
Un'amica mi scrive che è felice,si sente serena nella sua nuova vita.
Ad un tratto mi sento come se qualcuno avesse aperto le ante e la stanza si fosse inondata di luce! mi sento felice
con lei,sono felice di sapere che se l'uomo cerca può anche trovare se stesso e la sua strada.
...da qualche parte la luce c'è.

domenica 20 settembre 2009

parlami

Ci sono cose che si possono dire solo ad un foglio di carta che poi butti al primo cestino che incontri.Mio papà consigliava sempre ai suoi pazienti di scrivere,perchè diceva che aiutava a liberarsi,era terapeutico.Due anni fa a quest'ora ero qui seduta davanti a questo schermo,ero l'unica che stava pensando a quel consiglio che lui dava ai suoi pazienti.Se i suoi consigli erano sinceri lui,come malato,avrebbe dovuto scrivere e scrivere e scrivere,delle sue paure,dei suoi desideri,delle sue sofferenze.Mio papà credeva in ciò che diceva ,sopratutto ai suoi pazienti.Io lo sapavo.E quella sera mentre tutti piangevano ero qui a leggere quello che lui aveva affidato ad una tastiera.Mi chiedo perchè dopo due anni io stia ancora soffrendo così,perchè anche io ho ancora bisogno di affidare le mie paure,i miei desideri,le mie sofferenze ad una tastiera ricoperta di lascrime.Non lo so.

sabato 5 settembre 2009

oblio d'obbligo

Ieri per la prima volta passando da quella stanza mi è venuta voglia di buttare all'aria tutto quello che c'era sulla scrivania:i post-it con la sua calligrafia, i suoi libri di medicina e le schede che gli avevo riordinato.Via tutto in un sacco nero.Via questa casa,la sua.Via dal suo giardino.Via quei libri che mi parlano e pure quella foto.BASTA.Niente deve ricordarmi il passato,quella persona che mi ha voluto bene e mi ha donato tutto come nessu'altro.

lunedì 13 luglio 2009

vita

Vita in te ci credo
le nebbie si diradano

e oramai ti vedo
non è stato facile
uscire da un passato che mi ha lavato l'anima
fino quasi a renderla un po' sdrucita

Vita io ti credo
tu così purissima
da non sapere il modo
l'arte di difendermi
e cosi ho vissuto quasi rotolandomi
per non dover ammettere d'aver perduto

Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano
ma la sofferenza tocca il limite
e cosi cancella tutto e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
siamo angeli con le rughe un po' feroci sugli zigomi
forse un po' più stanchi ma più liberi
urgenti di un amore, che raggiunge chi lo vuole respirare
Vita io ti credo
dopo che ho guardato a lungo, adesso io mi siedo
non ci son rivincite, né dubbi né incertezze
ora il fondo è limpido, ora ascolto immobile le tue carezze

Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano
ma la sofferenza tocca il limite e cosi cancella tutto
e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
siamo angeli con le rughe un po' feroci sugli zigomi
forse un po' più stanchi ma più liberi
urgenti di un amore, che raggiunge chi lo vuole respirare.

Il coraggio di scrivere qui su è sempre di meno,forse ho imparato a parlare con le persone,forse ho imparato a parlare con me stessa....Forse come dice questa canzone sono nati tanti semi da un brutto fatto...semi che un giorno guarderò e saranno diventati fiori..me lo auguro.

domenica 10 maggio 2009

Eco

Alcuni si concentrano solo su quello che non va della loro vita.Si lamentano appena ne hanno occasione e mostrano il carico gravoso che loro devono affrontare.
Lamenti,lamenti come se debbano sorreggere il mondo.Sono stufa di loro.Mi offendono,offendono quelle persone che più di me,MOLTO più di me vivono una vita non comoda...Mi chiedo perchè quelli che avrebbero ragione di lamentarsi sono invece le persone che meno lo danno a vedere...perchè?!Perchè dove il lamento dovrebbe essere urlato lo si sente appena?
Poi penso a mio papà,a quante cose gli raccontavo,ai miei lamenti,alle mie piccole stupidaggini che gli rovesciavo addosso e lui le ascoltava anche se al lavoro vedeva ogni giorno problemi insormontabili,di ragazze come me che non camminavano,che non mangiavano...ma lui mi ascoltava sempre.Anche da malato io lo assillavo con le mie piccolezze da ragazzina,i capillari,i brufoli,i capelli e lui le ascoltava .
Ora mi Offendo,mi incazzo contro quello o quelli,contro me stessa o altri.
Ma in fondo quello che ho è solo una gran voglia di serenità.Fanno forse male a lamentarsi le persone?no,forse no,cercano...cerchiamo solo qualcuno che ci risponda.

mercoledì 4 marzo 2009

in grigio bis

Non potevo lamentarmi,non potevamo.Lamentarsi significava prendere la strada che portava sempre più in basso,la disperazione e lo sconforto, e non potevamo permettercelo.D'altra parte mio papà per primo non si era lamentato di nulla e tantomeno dovevamo farlo noi.Sarà per questo, ma mi sono portata dietro una gran riservatezza in tutto quello che riguarda la mia vita.E solo ora mi sembra di dover scontare tutti i lati negativi che questo comporta.Le persone,anche quelle più vicine, non sanno...e non sanno nemmeno quanto è importante per me che loro sappiano cosa sono stati questi 3 anni di malattia e quest'anno passato così.

giovedì 15 gennaio 2009

in grigio

In 2 anni di malattia , non ho mai visto mio papà lamentarsi o fare il muso,mai una volta che ci abbia fatto pesare la sua condizione di disabilità o di incertezza nel domani,era la persona più vitale che io conoscessi.Ho il ricordo delle sue risate durante il periodo della malattia,penso che non poteva darmi insegnamento migliore.Se non avessi avuto questo esempio io non avrei reagito come mi sono imposta di fare,no!
Nella vita normale vedo gente lamentarsi continuamente,rovinarsi le giornate e la vita sbuffando e tenendo musi al mondo come se tutto e tutti dovessimo partecipare ad una luna storta o una giornata difficile.Sono stufa di tutto questo mi sembra così stupido se lo confronto con quello che mi ha insegnato mio papà...

sabato 3 gennaio 2009

una morte


Nessun uomo è un isola completo in sé stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l'Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te.

Non conoscevo tutta la poesia,ho sempre sentito solo il primo pezzo e in giorni come questo quelle 5 parole mi davano da pensare..."Nessun uomo è un isola?"
Oggi penso che "OGNI uomo è un isola"Tutti siamo isole separate,ci vediamo l'un l'altro ma ci divide il mare.
Ogni cosa che succede a noi...succede a NOI e a nessun altro.Nessun altro sente e comprende le cose come fossero sue se non lo sono.E' la verità! e non so se sia una condanna o un bene.
La condanna è quell'incomprensione e solitudine dell'uomo davanti alla vita,quel mare che esiste e che ci separa dagli altri.Il bene è che questa è l'unica possibilità per riuscire a vivere.
Certo è che tra gli arcipelaghi dispersi esistono zolle che più delle altre si avvicinano alle nostre coste e ci danno un altra prospettiva del paesaggio.E' per questo che se una zolla se ne va per noi cambia tutto il paesaggio...

venerdì 28 novembre 2008

a casa

Nevicava,nevica e spero che nevicherà ancora.
Sono nata con la neve,mio papà me lo diceva sempre.
Poco dopo che se ne è andato ho trovato un biglietto in cui mi raccontava l'emozione che aveva provato nel vedere sua figlia nascere accompagnata da così tanta neve che aggiungeva gioia a gioia.
Il Natale sembra alle porte.Sarà il primo Natale che passiamo in questa casa senza di lui.L'anno scorso siamo scappati da questa casa e dal Natale,ma quest'anno ci tocca e ci tocca qui.
Nel dicembre 2005 mio papà tornava a casa dall'ospedale solo la Domenica o nelle feste e quell'anno mia mamma non voleva fare l'albero:rispecchiava un clima di festa che non ci apparteneva.Io e mio fratello piccolo decidemmo comunque di farlo perchè volevamo che mio papà potesse essere accolto nella sua casa e fosse sereno nel vedere che era ancora una casa viva.
Quest'anno sono io che non voglio fare l'albero,non mi sento!Ma questa volta è mia mamma che lo vorrà.Lo vorrà per noi,per farci capire che questa casa deve tornare a vivere ancora.

mercoledì 26 novembre 2008

La sera

Quest' anno senza mio papà mi ha profondamente cambiata.Non sono più disponibile a farmi conoscere e ad aprirmi,non riesco.Passo le giornate con compagni di università estranei, che di me non sanno nulla e nemmeno riesco a dirglielo.Appena sento che toccano un argomento per me delicato io "vado un attimo in bagno" e se capita parlo di mio papà solo al presente.Non voglio domande,non le reggerei.Per la verità ormai reggo poche,pochissime cose... Ma una cosa che non posso sentire sono le mie compagne che raccontano dei loro papà,delle loro stranezze,di quanto sono gelosi di loro,di quando si divertono a guardare le parite insieme,di quando litigano fra loro...chissà se si sono accorti che in quei momenti devo sempre "andare in bagno". E' un mio enorme limite,non parlo facilmente di me.Ho passato 2 anni a Brescia e solo Anna sapeva di me.Di alcune persone tutti sapevano l'agonia del gatto,la tonsillite del cugino,l'abbassamento della pressione della zia...che invidia che avevo verso di loro,io non riuscivo a dire nemmeno che una volta a casa avrei preso la macchina,sarei andata a trovare mio papà in ospedale ,avrei pregato con lui che nonostante tutto Dio lo tenesse ancora con me e poi..beh poi sarei andata a casa a finire di studiare e l'indomani sarebbe stata la setessa cosa. Come avrei voluto dire queste cose alle persone che avevo vicino,ma maledetta me, dico sempre solo tante cazzate e mai le cose che valgono la pena di essere dette!.Tutti cerchiamo quella persona speciale che sappia guardarci con occhi che vadano al di la di ciò che appare.Di fatto la pensiamo come l'essere speciale,tutta per noi,non pensiamo mai che quelle persone dovrebbero essere la normalità.Un compagno di università che si accorga di un discorso da non fare quando ci sono io,un'amico che chiede come va ma più che ascoltare la risposta ti guarda negli occhi,una comprensione in più in un mometo delicato.Saremmo tutti meno soli.Non è facile,no.

sabato 15 novembre 2008

morfina


Tutto scorre...????????????????????????
Ma per alcune cose questo "scorrere" sembra inaccettabile.Un pò come succede a me per mio papà.A volte capisco che non c'è più e sento come una voragine nello stomaco.Sono grata a quei meccanismi psichici che ci aiutano a difenderci dal dolore,altrimenti non vivremmo più.Ci annebbiano,come se fossimo sotto un anestetico che addormenta quella parte del cuore che parla di mancanza e di dolore.Lo sentiamo, ma anestetizzato così possiamo continualre ad andare in università, a mangiare,a lavorare,a studiare.Poi ci sono attimi in cui l'antidoto diminuisce e allora piombiamo in tragici momenti di lucidità dove tutto è ciò che è realmente.
Non lo so perchè scrivo queste stronzate su internet!sicuramente le scrivo per me, per parlare a me stessa,poi le scrivo perchè i navigatori distratti passando di qui possano accorgersi di quello che passa una loro amica,un loro compagno,un collega...
Sono solo una delle tante persone che vive sulla sua pelle una mancanza e un dolore che mai avrei pensato così profondo e complesso.La morte è sempre qualcosa di più complesso di quello che sembra.Bisogna morire anche un pò con chi ci lascia,bisogna accettare,cambiare vita,farsene una ragione bisogna...non so, io sono alla ricerca di un mio modo di sopravvivere ad uno strappo infinito.

giovedì 30 ottobre 2008

E.....

Una sera del giugno del 2005 telefono a E.
Ci avevano appena bocciato all'esame e il nostro argomento erano gli insulti alla Prof.Ma quella sera al telefono lei non si infiammava parlando della bocciatura,non parlava di nulla mentre io incalzavo,lei stava zitta.
"O cos'hai stasera?"
"Sono appena arrivati gli esami istologici del nodulo al seno.E'maligno."
Non so cosa le ho detto,non so,mi ricordo solo di aver pensato..."no,anche lei no!".Era un anno che lottavo contro il tumore di mio papà ed ecco che un' altra persona a me vicina iniziava.Era a casa che dovevo pensare alla morte,in università no,andavo la mattina tornavo alla sera e in quelle ore il mondo era più leggero.
..ora no...tutto ciò che vivevo era precario e triste.Università e casa.
Non so cosa le dissi quella sera,l'egoismo e i miei pensieri me lo hanno fatto dimenticare,ricordo solo che non so come passai quel telefono a mio papà.
Dall'altra parte la mamma di E. che parlava con mio papà e lui le consigliava da medico.
"Centro tumori di Milano" diceva,e poi nomi e posti...parlava in fretta come se fosse una cosa urgente da fare.Io lo guardavo e lo ascoltavo,parlava di medici e centri ma non aveva la stessa voce di sempre...piangeva...
Non ho mai visto mio papà piangere...fino ad allora.
Ho capito quanta tristezza si era portato dentro e non ci aveva fatto pesare,quanto dolore e angoscia aveva dietro quel sorriso,era talmente tanta che ora al telefono piangeva al pensiero che una ragazza come sua figlia potesse trovarsi in quella sua stessa tristezza.
E si,E. ne ha passata tanta di tristezza.Chemio,mastectomia,ricadute,radio,operazioni.Ma ne parlo ora perchè questo mese la vita ha ricominciato a sorriderle dopo 3 anni di infinite sofferenze e paura di non farcela.
Gli ultimi esami sono andati bene dopo settimane di angoscia per presunta ricaduta.Alla gioia di questa notizia di scampato pericolo si è aggiunto un grande regalo inaspettao.E' entrata nella facoltà universitaria per cui aveva fatto il test.La vita in poche settimane le ha detto...RIPRENDI IN MANO IL TUO FUTURO...
So che mio papà ovunque sia ora, sorride sereno guardando E.

sabato 25 ottobre 2008

Africa

Ho un dannato buco nel cuore da cui entra un freddo pazzesco.Vorrei,faccio,tento ma nulla compensa,nulla .Cerco di zittire la solitudine e l’angoscia di non averlo più,ci parlo addosso con mille attività,mille scherzi mille, risate ma appena smetto il silenzio della sua mancanza mi assorda.
Di cose me ne succedono tante ma non so perché QUI finisco sempre per parlare di quello che cerco di zittire nel tram tram quotidiano.Ieri ho iniziato il tirocinio.I miei compagni hanno scelto luoghi pericolosi per sperimentarsi,io invece sono in un centro educativo,ci occupiamo di doposcuola e attività educative per bambini.Sembrerebbe un luogo idilliaco dove sperimentarsi eppure le fragilità emergono ,sia che lavoriamo tra i tossici sia con i bambini.Così è da ieri che ancora una volta la vita mi mette davanti alla sua assoluta crudezza,e forse proprio perché sono bambini, la loro sofferenza mi provoca profondamente.I bambini,la loro sofferenza ti fa veramente rimanere inerme,senza nessun sentimento negativo,senza nessun giudizio perché non ce ne sono, c’è solo l’innocenza e il male.Una bimba piccina che ha perso il padre mi ha messo davanti a me stessa.Mi sono trovata impotente di fronte ai suoi occhioni tristi,lei disegnava sola in un tavolo e l’unica cosa che ho potuto farle è stata una carezza sulla sua piccola testina e su quelle spalle che portano un peso grande. Non si scappa proprio da noi e dai nostri dolori.Ci rincorrono veloci e ovunque.

giovedì 2 ottobre 2008

πάντα ῥεῖ


Il mio Professore dice che ci sono dolori ed emozioni così profonde che non possono essere dette."Non le dirai nemmeno a tua moglie o a tuo marito,a nessun amico e a nessun foglio bianco".E' così, ci credo anche se non vorrei.E' l'insuperabile condizione di solitudine dell'uomo.Nelle cose grandi siamo sempre soli.Una cosa che non potrò mai dire è il vuoto e il dolore che mi porto dentro dopo la morte di mio papà.Sarò una delle tante persone che avrà questo segreto celato dietro a qualche sorriso.Ne e' pieno il mondo e ne conosco tanti.
Panta Rei...mi ripeto,tutto scorre...